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Sotto i nostri occhi

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Mentre in Europa si continua a discutere di vaccino e di emergenze sanitarie, in Africa la gente continua a sopravvivere di aiuti umanitari che non arrivano o di promesse di solidarietà non mantenute.

Sotto i nostri occhi distratti e annoiati si costruiscono basi militari straniere, piste di atterraggio, palazzi e hotel di lusso, cavalcavia e aeroporti, mentre cammelli, buoi e asini che circolano liberi per la strada continuano a dettare il ritmo della circolazione nelle ore di punta.

Sotto i nostri occhi pavidi e benpensanti si comprano armi, droni e aerei da combattimento, mentre una buona parte delle scuole continuano a essere costruite con foglie intrecciate e non accennano a diminuire mendicanti, violenze e menzogne di politici.

Sotto i nostri occhi buonisti e globalisti si fabbrica una povertà che è funzionale all’apparato umanitario e diventa parte integrante del paesaggio quotidiano, in città e soprattutto in campagna. Miriadi di Organizzazioni non governative, Istituti specializzati, Agenzie delle Nazioni Unite e associazioni assistenziali, nella vasta e fantasiosa composizione che li contraddistingue, assicurano lavoro e prosperità soprattutto e principalmente ai propri impiegati.

Sotto i nostri occhi di uomini civilizzati e ipertecnologici crescono uffici e hub modernissimi, vere e proprie fortezze della domotica nelle quali abitano i dirigenti di enti, banche e multinazionali della solidarietà. Ci sono zone, nelle città, dove le sedi di associazioni, agenzie e ONG offrono un panorama particolarmente variopinto di pannelli, scritte e indicazioni improbabili sul tipo di servizio offerto, di cui pochissimi finiranno per beneficiare.

Sotto i nostri occhi di uomini sazi e benestanti si punta allo sviluppo, alla crescita sostenibile, al consolidamento della pace che non c’è e a progetti di coesione sociale: tutto pur di non parlare di giustizia sociale.

Sotto i nostri occhi di uomini smaliziati il tanto decantato Grande Muro Verde del Sahara e del Sahel rischia di trasformarsi in un enorme collettore di denaro più o meno pulito, in un mastodontico Grande Muro di Sabbia di corruzione e di “privatizzazione”.

Sotto i nostri occhi di uomini liberi si dischiudono, invece, i germogli di un mondo nuovo che appare dietro le lacrime di una donna che partorisce e di un bimbo che diventa uomo. Sotto i nostri occhi liberi si svela un mondo fragile e pieno di fessure dalle quali riesce a passare, talvolta, un filo di luce e un soffio di vento.