Vai al contenuto

Ne resterà soltanto uno/a

Clicca sul tasto Play per ascoltare l'articolo

Non è questione di pandemia. Nel frenetico mondo delle capital-democrazie (ormai non più appannaggio esclusivo dell’Occidente industrializzato), la concentrazione del potere finanziario non si arresta nemmeno di fronte ad un’emergenza sanitaria di portata mondiale.

La conferma dell’insaziabile voglia del capitalismo finanziario di fagocitare tutto ciò che c’è da fagocitare arriva, guarda caso, dal settore farmaceutico, che da mesi è al centro di speculazioni e polemiche di cui si occupano, con uguale interesse ma con responsabilità che in teoria dovrebbero essere diverse, tanto i media e i social quanto i governi e le organizzazioni internazionali.

Prendiamo il caso della società Johnson & Johnson, che, dopo essere finita nella bufera mediatica a causa dei decessi causati dal vaccino anti-Covid da essa commercializzato, ha chiesto aiuto ai suoi diretti concorrenti per cercare una soluzione corale al problema degli effetti collaterali. Analogo problema aveva incontrato la società Astrazeneca: e infatti, guarda caso, quest’ultima è stata la sola azienda farmaceutica a rispondere all’appello della concorrente americana.

Al contrario, Pfizer e Moderna (altri due big statunitensi) hanno risposto picche alla richiesta di aiuto della Johnson & Johnson, respingendo così non solo ogni possibile forma di cooperazione scientifica, ma anche – è appena il caso di aggiungere, viste le ragioni della richiesta – ogni considerazione di natura etica e sanitaria.

Si potrebbe maliziosamente ritenere che questo atteggiamento sottenda, oltre al “mors tua vita mea” sempre valido sul piano commerciale e del profitto, la strategia aziendale che ormai conosce anche chi non frequenta il mondo delle borse valori: prima ti lascio affondare e poi ti compro per un tozzo di pane.

La corsa alla concentrazione del potere non conosce pandemia, direbbero i migliori giornalisti. Ma resta il fatto che i migliori giornalisti, come anche i migliori governanti, si limitano ad assistere passivamente alla partita giocata da Big Pharma sulla pelle dei cittadini e fanno davvero poco per arginare un liberismo sempre più aggressivo e autoreferenziale.