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CHI SIETE? COSA PORTATE? UN FIORINO!

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Il tentativo di rendere obbligatorio il cosiddetto vaccino anti-Covid ha finora ceduto il passo alla previsione contenuta nell’art. 32 della Costituzione, secondo cui “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Legge che, è appena il caso di ricordare, può essere adottata soltanto dal Parlamento.

Poiché, però, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria il Parlamento ha ritenuto di occuparsi poco o nulla del Covid (delineando una vera e propria emergenza democratica: vi ricordate i DPCM del precedente governo?), per aggirare l’ostacolo costituito dall’art. 32 della Costituzione i soliti rappresentanti delle istituzioni, della politica, della scienza, della cultura, dello spettacolo e dei media hanno fatto e fanno leva sulla “doverosità” sociale della vaccinazione. Contribuendo tra l’altro, in questo modo, a confondere le idee degli italiani circa l’efficacia e la reale utilità della campagna vaccinale, anche alla luce del numero crescente di reazioni avverse, di decessi e di nuovi positivi tra i vaccinati.

La confusione sembra destinata ad aggravarsi a partire dalla prossima settimana, visto che il governo – a fronte dell’annunciato ritorno alla normalità in 17 delle 20 regioni italiane – ha deciso di introdurre un PASS che soprintenda agli spostamenti dei cittadini tra regioni di diverso “colore”, preludio a ben più restrittive limitazioni degli spostamenti futuri (si pensi al “passaporto vaccinale” minacciato dall’Unione europea) e ad una deriva “militare” non solo dei controlli sul territorio, ma anche dell’emergenza globalmente considerata (come conferma la nomina di un generale a commissario straordinario per le attività emergenziali). E chissà che l’istituzione del PASS non apra la strada all’imposizione di futuri balzelli per superare le frontiere regionali (del tipo: “Chi siete? Cosa portate? Un fiorino!”, come nel film di Troisi e Benigni).

Al momento, le condizioni per ottenere il PASS dovrebbero essere: 1) vaccinarsi; 2) effettuare il tampone; 3) essere guariti dal Covid. Pur nell’incertezza alimentata dai media, e in attesa di un provvedimento definitivo, diamo per scontato che le predette condizioni siano alternative tra loro: anche perché obbligare un soggetto vaccinato ad effettuare il tampone equivarrebbe ad una esplicita ammissione, da parte delle istituzioni, dell’inefficacia e dell’inutilità del vaccino medesimo (cosa che le istituzioni, per ovvie ragioni, non ammetterebbero mai).

Ma il punto non è questo. Il punto è l’art. 16 della Costituzione, secondo cui: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”. Come vedete, anche in questo caso la Costituzione tira in ballo la “legge” e, conseguentemente, il ruolo del Parlamento.

Certo, se il Parlamento dovesse continuare a latitare in materia di Covid, sarà interessante vedere come il governo riuscirà a sopperire all’inerzia del legislatore. E, in tal caso, sarà interessante vedere come faranno i soliti rappresentanti delle istituzioni, della politica, della scienza, della cultura, dello spettacolo e dei media a indorare questo nuovo, piccolo, insignificante passo su quel pendio scivoloso che si chiama dittatura.