Trash come tutti i tormentoni estivi, la canzone “Al mio paese” ha però il merito di essere un vero e proprio inno nazionalista, campanilista e, perché no?, sciovinista (anche se, probabilmente, le interpreti non se ne sono ancora accorte).
Una sorta di celebrazione di quell’identità nazionale che viene invece sistematicamente colpevolizzata, calpestata e rinnegata in nome dell’ideologia euro-demo-trans-woke-giudo-masso-liberal-globalista.
Chissà se piace alla famosa “seconda generazione”, quella che incarna, letteralmente, il Piano Kalergi.
La generazione di immigrati, per intenderci, che di fatto impedisce all’Italia di fare quello che fanno Paesi come l’Iran, o l’Albania, dove i giovani sono, semplicemente, patrioti.
Ma Vannacci la sente la radio?
