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Il ricatto del Green Pass

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Cosa dire di un governo che ricatta i propri cittadini imponendo loro la somministrazione di un vaccino inefficace e insicuro in cambio della possibilità di vivere normalmente? Che pretende di concedere a giovani, adulti e bambini una “patente di idoneità” per andare al bar o al ristorante o al cinema? O, cosa ancora più abietta, per avere accesso ai concorsi pubblici (e domani, magari, alle prestazioni sanitarie)?

Che è una dittatura totalitaria. Una forma di governo, cioè, che utilizza propaganda, scienza e terrore per esercitare il proprio potere. Che poi questo potere sia esercitato in nome e per conto delle corporazioni finanziarie multinazionali che controllano tanto la politica quanto i media e la comunità scientifica, è proprio il punto che sfugge alla maggioranza dei cittadini e che andrebbe adeguatamente messa in luce.

Vogliamo fare un esempio? Quando Robert Malone, uno degli scienziati che hanno contribuito a sviluppare la tecnologia mRNA (alla base del tanto esaltato vaccino Pfizer), ha sollevato dubbi sui potenziali rischi dei vaccini, è stato preso di mira dalla nota, e multiforme, agenzia di stampa Reuters, il cui presidente – guarda caso – siede nel consiglio di amministrazione della stessa Pfizer. E che domani, magari per cooptazione, potrebbe diventare ministro in un governo nazionale o componente della Commissione europea.

Del resto, che tutta la campagna vaccinale sia una sporca faccenda lo sanno ormai anche i bambini. Ma forse, per i più distratti, varrà la pena di ricordare: 1) che i vaccini sono stati autorizzati “in via condizionata” dall’Unione europea nel dicembre 2020, nella totale assenza di evidenze scientifiche relative alla loro efficacia e sicurezza; 2) che queste autorizzazioni “condizionate”, concesse sulla base del regolamento della Commissione europea n. 507/2006, hanno durata annuale; 3) che, in vista della scadenza di queste autorizzazioni, già sono state annunciate le terapie destinate finalmente a sostituire i vaccini a partire dal prossimo autunno; 4) che queste terapie sono, guarda caso, le stesse che erano state silenziate all’inizio della campagna vaccinale.

Ora, se dal prossimo autunno saranno disponibili le terapie destinate a mandare in pensione i vaccini, non si capisce il motivo dell’introduzione del Green Pass, che, come già annunciano gongolando i media, sta inducendo anche gli ultimi riottosi a vaccinarsi. A meno di pensare che, considerata l’ennesima proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021, il Green Pass serva ad aprire la strada a ulteriori provvedimenti che obbligheranno alla vaccinazione un numero crescente di categorie professionali, magari in attesa di una legge che obblighi a vaccinarsi tutti i cittadini, come molti “scienziati” da circo mediatico chiedono apertamente e insistentemente.

A quel punto, però, si tratterà di capire se i cittadini continueranno ad abbassare la testa o se, invece, si decideranno a mettere in pratica forme di disobbedienza civile nei confronti di un potere statale esercitato in modo evidentemente dispregiativo dei diritti e delle libertà individuali. Come prevede, ad esempio, la Costituzione tedesca.