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I giudei e la terra degli altri

I grandi complotti partono da lontano.

Così, dopo essersi calati le braghe per un trentennio di fronte ai migranti e avere demonizzato la parola “patria”, gli italiani non riescono più a vedere oltre la punta del naso e non ce la fanno a capire che la colonizzazione del Bel Paese è cominciata in Valsesia, dove si sono appena installati 80 nuclei famigliari israeliani evidentemente molto prolifici, visto che si tratta, complessivamente, di oltre 400 persone.

Sapientemente edulcorata dal mainstream, che celebra il “ripopolamento delle valli”, il contrasto alla “desertificazione demografica”, il “rilancio dell’economia” e “l’alta scolarizzazione” dei coloni, l’operazione, in realtà, ricorda quelle condotte in passato dai simpatici giudei in altre parti del mondo. E, del resto, non può negarsi un certo sapore di amarcord alla scelta di riconquistare l’Europa partendo proprio dall’Italia, visto che, ottant’anni fa, è da Brindisi che si imbarcarono per raggiungere la terra promessa.

In altri Paesi, dove l’identità nazionale è ancora forte, le reazioni a tentativi del genere non si fanno attendere, anche se il maistream ha buon gioco nel dirottare l’attenzione, e le responsabilità, verso altri  bersagli. In Albania, ad esempio, la stampa globalista conciona sul fatto che i manifestanti di destra (strano che siano di destra, vero?) protestano contro il “mega-resort del genero di Trump”, tralasciando di precisare l’intuibile origine di Jared Kushner, tra le altre cose proprietario di un fondo di investimento dal nome inequivocabile: Affinity Partners.

Ma nell’occidente industrializzato, dove il capitalismo ultra-finanziario e digitale di matrice giudaico-massonica controlla ab origine i circuiti produttivi, industriali, tecnologici, accademici, scientifici, mediatici, culturali e politici (e cioè, in una parola, tutto) c’è solo da aspettarsi che la cosiddetta società civile, ormai evirata dei suoi attributi identitari, si giri dall’altra parte e chiuda gli occhi in nome del buonismo demo-liberal inculcato da quell’altra simpatica combriccola di galantuomini che risponde al nome di Unione europea.

Avete capito a cosa sono serviti decenni di minchiate contro la “sovranità”?