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Caos genetico

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Avete mai sentito parlare di Gene Drive?

No, non è un divo di Hollywood. È una tecnica di manipolazione genetica con cui molti, purtroppo, dovranno fare i conti nel prossimo futuro.

Volete sapere di cosa si tratta? È presto detto: se, per le leggi di Mendel, le caratteristiche genetiche di un soggetto hanno una determinata possibilità di essere ereditate dalla sua progenie, la tecnica di Gene Drive permette di trasmettere direttamente e immediatamente le caratteristiche desiderate alle generazioni successive.

Intuite già negli anni Novanta, durante il progetto di mappatura del genoma umano (il famoso, e controverso, Human Genome Project), le potenzialità del Gene Drive sono state recentemente ampliate dallo sviluppo di un’altra tecnica denominata CRISPeR (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats), che agisce, in parole povere, come una forbice capace di “tagliare” sequenze di DNA.

Prendiamo ad esempio gli insetti vettore di malattie potenzialmente mortali, come la malaria e la dengue: con il Gene Drive, e la CRISPeR, si taglia la sequenza responsabile della fertilità e – oplà! – la specie animale in questione si estingue come per magia, per la gioia di tanti piccoli bambini africani e di tante magnanime organizzazioni internazionali come l’UNICEF, la FAO e il PAM.

Una figata, no? Non esattamente. Come ha affermato il premio Nobel per la chimica 2020 Jennifer Doudna, “Il potere di controllare il futuro genetico della nostra specie è fantastico e terrificante. Decidere come gestirlo potrebbe essere la sfida più grande che abbiamo mai affrontato”. E in effetti spaventa la possibilità di utilizzare nuovi – e in gran parte ancora sconosciuti – meccanismi genetici allo scopo di modificare, programmare e riscrivere il codice genetico di un organismo umano, sia pure a scopi terapeutici (o propalati come tali, come nel caso delle famose “terapie geniche” di cui si comincia a parlare più o meno apertamente con riferimento ai cosiddetti vaccini anti-Covid).

Spavento che si trasforma in orrore quando si apprende che nel 2018 uno studio aveva evidenziato gravi criticità della tecnica CRISPeR[1], dimostrando quanto fossero sottovalutati i danni da essa prodotti al DNA[2]. Quando la forbice genetica taglia il DNA, infatti, l’organismo riconosce di avere subito un danno e scatena il “caos genetico”: in pratica, i riparatori cellulari lanciano pezzi casuali di DNA nella “breccia” prodotta dal CRISPeR, spegnendo alcuni geni e attivandone altri, non necessariamente virtuosi.

A questo punto, nella valutazione di una tecnica che molti salutano come il futuro della biomedicina, entra in gioco il principio di proporzionalità rischio/beneficio: se un bambino è suscettibile di ereditare malformazioni o gravi malattie, il rischio – derivante dall’utilizzo della CRISPeR – di sviluppare la leucemia o un tumore può essere considerato un male minore? Quale patologia peserà di più sui costi del sistema sanitario nazionale: la (eventuale) malformazione genetica o la leucemia? E, soprattutto, quale straordinario mercato di nuovi farmaci e nuove terapie (geniche) sarà dischiuso dalle innumerevoli patologie sconosciute che l’impiego di queste tecniche potrebbe provocare?

Lo studio del 2018 sopracitato aveva mostrato che il “taglio” prodotto dal CRISPeR produceva traumi imponderabili e, di conseguenza, reazioni imprevedibili da parte del DNA. Eppure, proprio nel 2018 le Nazioni Unite avevano respinto la proposta di moratoria[3] della tecnica di Gene Drive (tecnica fortemente sostenuta da un filantropo di vaglia quale Bill Gates)[4], scoperchiando così il vaso di Pandora dei conflitti di interesse e lasciando con un palmo di naso quanti avevano lanciato il grido d’allarme circa le implicazioni bioetiche del rilascio incontrollato di “geni genocidi”.

Il 2018 è anche l’anno che precede la diffusione del virus Sars-CoV-2, segnando uno spartiacque nella percezione pubblica del ruolo della scienza e della medicina, e può quindi essere utile chiedersi se e quali relazioni sussistano tra la tecnica di Gene Drive – al cui sviluppo ha contribuito anche una delle più note Viro-star italiane[5] – e la mastodontica campagna vaccinale avviata in Italia in forza della cosiddetta emergenza sanitaria causata dal Covid-19.

Per rispondere a questa domanda occorre anzitutto ricordare che nel 2018 vengono al pettine diversi nodi in materia di politica vaccinale. Quattro anni prima, nel 2014, l’Italia era stata individuata come Paese capofila delle strategie vaccinali mondiali nell’ambito della Global Health Security Agenda, che a sua volta aveva visto la luce durante la “Decade dei Vaccini” indetta nel 2011 dall’OMS (il cui principale finanziatore, dopo gli Stati Uniti d’America, è la fondazione del già citato Bill Gates); nel 2016, la Federazione nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCEO) si era espressa nel senso della punibilità dei medici che sconsigliassero qualsiasi tipo di vaccinazione; nel 2017 era stato adottato il controverso Decreto-Legge Lorenzin, che ha imposto ai minori fino a 16 anni l’obbligo di sottoporsi a ben 12 vaccinazioni comminando al contempo, per i casi di inadempimento, sanzioni pecuniarie fino a settemila euro, nonché l’esclusione dalle scuole; il 2018 si era aperto con l’emanazione della legge 11 gennaio 2018, n. 3, recante disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie, che ha di fatto assoggettato la deontologia e l’etica medica alla ragion di Stato; e si era chiuso, a livello europeo, con la raccomandazione del Consiglio dell’Unione del 7 dicembre, che aveva accolto con favore il progetto della Commissione di introdurre un passaporto vaccinale per tutti i cittadini europei.

Tutto era pronto affinché l’emergenza Covid spalancasse le porte al mantra vaccinale, come in effetti è accaduto. Unica eccezione era quella costituita dai risultati dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie del personale militare, la cui relazione conclusiva, adottata nel febbraio 2018, aveva evidenziato l’insorgenza di rischi di immunosoppressione e di malattie autoimmuni in conseguenza della somministrazione degli stessi vaccini imposti ai minori dal Decreto Lorenzin.

Esattamente quanto sta cominciando a emergere in questi giorni con riferimento ai cosiddetti vaccini anti-Covid, che, come il Governo inglese ha ormai ammesso apertamente, sono suscettibili di produrre conseguenze gravi e irreversibili sul sistema immunitario[6].

Alla luce di questi rischi è ancora più inquietante la decisione del Governo italiano di prolungare indefinitamente la validità del Green Pass collegato alla terza dose del cosiddetto vaccino anti-Covid, non solo e non tanto perché essa appare come l’ennesimo ricatto nei confronti di una popolazione stremata da due anni di emergenza, ma anche perché in questo modo il Green Pass sarà acriticamente accettato e permanentemente utilizzato in modo del tutto svincolato dalla crisi sanitaria.

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[1] Michael Kosiki, Kart Tomberg, Allan Bradley, Repair of double-strand breaks induced by CRISPR-Cas9 leads to large deletions and complex rearrangements, in Nature and Biotechnology, volume 36, numero 8, agosto 2018.

[2] Sharon Begley, Potential DNA Damage from CRISPR Seriously Underestimated, in Study Finds, 16 luglio 2018, disponibile in: https://www.scientificamerican.com/article/potential-dna-damage-from-crispr-seriously-underestimated-study-finds/#

[3] Cfr. A call for conservation with a conscience: no place for gene drives, 16 novembre 2016, disponibile in https://www.boell.de/en/2016/11/16/offener-brief-fur-naturschutz-mit-gewissen-kein-platz-fur-gene-drives, nonché Ewen Callaway, UN treaty agrees to limit gene drives but rejects a moratorium, 29 novembre 2018, disponibile in https://www.nature.com/articles/d41586-018-07600-w

[4] Jonathan R Latham, Gates Foundation Hired PR Firm to Manipulate UN Over Gene Drives, 8 gennaio 2018, disponibile in https://www.linkedin.com/pulse/gates-foundation-hired-pr-firm-manipulate-un-over-gene-latham-phd?articleId=6355948905997361152

[5] Nikolai Windbichler, Miriam Menichelli, Philippos Aris Papathanos, Summer B. Thyme, Hui Li, Umut Y. Ulge, Blake T. Hovde, David Baker, Raymond J. Monnat, Austin Burt, Andrea Crisanti, A synthetic homing endonuclease-based gene drive system in the human malaria mosquito, 20 aprile 2011, disponibile in: https://www.nature.com/articles/nature09937#affil-auth

[6] Cfr. pag. 23 del documento disponibile in https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1027511/Vaccine-surveillance-report-week-42.pdf